Volevo fare anche io il mercante di liquori (ma poi ho finito per fare dell'altro).

Eccomi

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Un Groover, o meglio uno che guarda i groover con malinconia. Perchè non è più così, perchè non lo è mai stato. Che è un groover, chi era il mercante di liquori, e da dove arriva lo strano titolo del blog; trovate le risposte in qualche post, qui di fianco. Non riesco a mettere i link da qui ...

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sabato, 19 luglio 2008
Storiche perplessità

E’ da un paio di giorni che mi devo sorbire tutte queste patetiche scenette sui problemi di doping, di favole spezzate, di ricordi a presunti campioni già passati da quelle parti.

ricco

Io però, domenica, vedendo un frangente di tappa mi sono alzato e mi sono messo a ridere nel vedere questo presunto fenomeno fare quello che nessun grande campione del passato aveva mai fatto. Ho mandato un paio di sms ad altri disincantati osservatori, per avere conferma delle mie perplessità e in tutti c’era lo stesso tenore di indubbia incredulità. Ora, se lo avevamo compreso noi appena vedendo è impossibile che ci lavora in buonafede da vicino non sappia; e mi vien da vomitare nel sentire l’ipocrisia di chi vuole solo proteggere un ambiente per quanto questo ambiente sia marcio all’occhio di tutti.

Patetici, o meglio mi ricordano molto quelli che dicono che “la mafia non esiste” o giù di lì.

Il vero sondaggio dovrebbe essere : verrà sconfitto prima il doping o la mafia?

 

La realtà, secondo me, è che questo è il prezzo che dobbiamo pagare per stare nel primo mondo. La nostra cultura ci da acqua in casa, frigoriferi, automobili, comodità di ogni tipo. E il costo non è solo quello della rata mensile che spacca (ma quando dichiareranno le carte a debito fuori legge?) i bilanci delle famiglie.

Il prezzo immateriale è questo, non poter più avere lo sport, il cinema, la musica e cose del genere.

Gli sponsor arrivano e chiedono (ottenendole) regole che tolgono a questi settori umani il loro significato intrinseco. Senza se e senza ma. I produttori non si interessano di contenuti ma di copie vendute o di incassi. Da quanto non vedo un film, anche imperfetto, ma fatto con tecnica cinematografica da manuale? O un cantante che non mi dia l’idea di recitare una parte?

 

Tra un po’ partirà un altro teatrino delle marionette come le Olimpiadi. Una fiera internazionale dello sport a cui partecipano tutti. Un giro d’affari eccezionale, nulla più. Significato sportivo nullo, significato di relazione internazionale dimenticato in Tibet.

 

Non affrontare la realtà è un modo molto curioso per tirare avanti.

Siamo nella pallosa fase della fine di un capitolo di storia, ci dedicheranno giusto qualche riga nel paragrafo finale.

Postato da: blumosquito a 06:25 | link | commenti (1)

lunedì, 14 luglio 2008
ciak si gira

Sarà stato il ’94 quando vidi per la prima volta quel film. Avevo già il mito del regista per i suoi esilaranti trascorsi passati. E poi la storia era intrigante.

Solo che con mio pieno tempismo ricordo che lo registrai con una videocassetta perché ero fuori di casa, e naturalmente sbagliai i tempi e tagliai il finale (io i finali dei film o non li ricordo o non li vedo proprio). Così per me il film finiva quando lui tornava da lei, con un mazzettino di fiorellini di campo in mano, dopo averla mollata (o per meglio dire, fatalmente trascurata) a ¾ del film.

E li, quando torna da lei, lei lo guarda e gli dice … “che vuoi? Se sei tornato a riprendere i tuoi vestiti, sono andati bruciati … è stato un incidente”, si sentiva lo “stoc” di fine cassetta e l’inesorabile riavvolgimento del nastro.

 

E l’avrò visto 30 volte quel film, ma solo su quella cassetta. Ho anche sperato che qualche volta, magari andasse fino in fondo, ma non importava. Io i finali non li ricordo comunque, poco importava non vedere la versione del regista. I finali sono solo il maldestro tentativo di mettere un’innaturale fine a una storia. Ma le storie, non finiscono mai nella realtà, perché mai dovrebbero finire in un film che è una realtà quasi parallela??? Che poi il succo della storia era un altro, il film poteva già dirsi concluso comunque.

 

Comunque, perché non l’ho guardato in altro modo, magari in tv una delle tante volte che l’hanno dato? Boh, non chiedetelo a me, io non ho il senso di tutto quello che faccio nella vita.

Ma forse – se devo trovare una risposta – è perché nel frattempo non ho più avuto una tv in casa, ad esempio.

Sarà per questo che un amico mi ha dato una copia in dvx per vederla sul pc. Ma l’avrò tenuta circa 8 anni tra macchina e caos in giro per casa, senza mai guardarla e invece prima, non so perché l’ho vista e presa …. e ….. rullo di tamburi : mi sono finalmente gustato l’ovviamente deludente finale :

 

lui torna con il mazzettino, lei si imbarazza e parla. Lui, colpevole, biascica senza neanche guardarla in faccia un sussurrato “ti amo”. A quel punto lei si scioglie ovviamente (ma perché è così difficile per un uomo ammettere di essere innamorato? E’ una citazione cinematografica, non è mia. Ma perché alle donne piace così tanto sentirsi dire ti amo, sapendo quanto questo è faticoso per noi? Vedi Ghost), e iniziano a baciarsi agitandosi facendo cadere dallo scaffale tutte le cassette porno (lei è titolare di una videoteca).

 

Poi si vede lui, nudo nel parco con un amico che chiacchierano guardando le nuvole viaggiare sopra di loro. E il film finisce con uno skyline, che temo non potrà mai più vedersi (è manhattan).

 

100            Punti a chi azzecca il film

101            Punti a chi azzecca la citazione.

Postato da: blumosquito a 22:47 | link | commenti (5)

domenica, 13 luglio 2008
Lost (the patience, and probably something more)

L’educazione che ti obbligano ad assimilare da piccolo fa si che a una domanda inutile e clonata uno non possa rispondere con un sano “ma fatti un po’ i cazzi tuoi, no”, soprattutto se – secondo i moderni canoni normalizzati e nevrotici - la domanda appare innocua, anzi addirittura socievole.

 

Nella fattispecie quella che mi fa scattare la voglia di maleducazione repressa a fatica è : “dove vai in vacanza quest’anno?”

Domanda che odio per una serie di motivi del tipo : non ho tempo, soldi, ed obblighi familiari che mi portano a dovermi mettere per forza in strada ad agosto (mio unico mese di ferie, finché faccio questo lavoro) per fare due settimane di dispendiosi ed affollati soggiorni frettolosi in qualche posto in giro per l’italia-mondo, strapieno di gente colma di rancori accumulati in 11 mesi di lavoro e gonfi di patetica voglia di riscatto. Ma l’unico riscatto è quello che dovrebbero invece pagare per non essere ostaggi di una vita balorda e non lo capiscono, ma non importa.

Cioè, io non posso prenotare 4 mesi prima per una delle mie mete agognate (Iran, Nuova Zelanda, Argentina, Puerto Escondido, Mongolia, ecc.), soprattutto quest’anno che dovrò districarmi oltre che con il recente cambio di lavoro (il nuovo capo ha mandato anche una delirante mail a tutti, dicendo che non ha ancora deciso se concedere ferie, se non viene sistemato tutto prima e per questo chiede un aggiornamento urgente. Così, farneticante, farà agitare le segretarie, le impiegate e i colleghi più intimoriti. Di questo si vanterà fra sé e sé e con qualche cliente lecchino. Ma perderà alcuni pezzi del suo staff, cioè me. Ma io dico, ma perché i superiori vanno regolarmente fuori di testa?) e di casa, dovrò tener conto anche di un esame in bilico tra scritto ed orale; esame che è una spada di damocle, vi lascio immaginare infilzata dove, da cui mi devo delicatamente liberare...: ovviamente tutto ciò toglie serenità nella mia eventuale risposta.

 

Comunque, non avendo la minima intenzione di spiegare ogni volta questa stizzita tiritera, ho trovato la risposta che smorza ogni possibile continuazione di discorso con i soggetti dei quali ovviamente non mi importa mantenere quel minimo di relazione sociale semi-normale (cioè moltissima gente) :

(con espressione seria e quasi entusiasta) <<Quest’anno ho trovato una soluzione particolare : su un’isola del lago maggiore, dove vai e ti chiudono per 7 giorni in hotel. Ti mettono in una stanza e ti fanno vedere tutte le serie passate di lost. Hai presente il telefilm dei dispersi sull’isola che devono ritornare ma non sanno come? Ecco quello. Cioè, per prepararsi alla nuova serie che è uscita in america e non ancora in Italia. Io ho visto solo alcune anteprime, ma erano in inglese quindi non sono sicuro di averle comprese bene. E più che altro non ho mai visto neanche una puntata di questo telefilm fino ad ora, quindi sarò molto concentrato perché devo recuperare bene. E comunque va bene così, visto che sull’isola non c’è assolutamente nulla da fare, quindi mi annoierei. Però capisci che è un’occasione che non voglio perdere. Il costo è anche buono, solo € 1.200; però i pasti sono limitati, sai vogliono ricreare proprio l’atmosfera della serie. Però pensa, una via di mezzo tra lost e l’isola dei famosi, non vedo l’ora di partire. Non posso mandarti una cartolina, sono vietate>>.

 

In genere la reazione è attonito silenzio, del tipo : mi stai prendendo in giro e rido, o sei uscito di testa e quindi ti assecondo che sei pericoloso? In entrambi i casi ottengo il mio risultato.

La gente rimane con il dubbio e cambia discorso.

 

Ovviamente tutto ciò non vale per quelli che sanno che, non avendo tv, non posso guardare lost né mi interessa molto farlo. Ma chi sa questo, in genere lo considero abbastanza da potergli anche spiegare la vera versione delle mie non-vacanze prenotate.

 

Io sono perfettamente consapevole di non essere in tutto questo normale, anzi direi spropositato, anzi direi al limite della follia certificabile… ma non mi importa granché di guarire per impazzire secondo modalità prestabilite da altri.

E alla fine, le mie ferie me le faccio sempre in un modo o nell’altro.

Vi manderò una cartolina, se si può.

Postato da: blumosquito a 22:38 | link | commenti (3)

grazie, grazie ...

Eccoci, dopo un po’ma ci siamo pur sempre.

Dunque dunque, i ringraziamenti : grazie a Budapest per la nomination al seguente premio :

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In questo momento di gioia volevo solo dirLe che in fondo l’Ungheria è la mia terza nazione preferita, dopo l’Italia e la Francia. Anche se non ci sono mai stato, ma mi riprometto di andarci prima o poi; più prima che poi.

 

Quindi, dovrei riportare le regole, direi, che sono quelle che però avrete letto tutti ovunque, quindi le riassumo molto brevemente:

 

linkare chi vi ha nominato, cioè, rendere pubblico omaggio.

poi

indicare sette siti o blog o persone che  si distinguono per brillantezza e/o esposizione del proprio sito e/o altro. Cioè, non ho neanche mai capito come fanno a decidere il "miglior film" che vince l'oscar. Figuriamoci se comprendo le regole di un miglior blog.

infine e soprattutto :

effettuare un bonifico intestato a blumosquito sul conto corrente 12345675432 presso la banca popolare di atlantide dell’importo minimo di € 150 … causale : u.s.a. for blumosquito.

 

Però forse l’ultimo passaggio è anche illegale, quindi magari è il caso che lo evitiate.

Dunque, tra quelli già premiati, quelli che non amano i premi, quelli che ormai hanno il blog pieni di questo premio, scelgo chi segue (in rigoroso ordine caotico) :

 

www.soleluna.com : che, appunto, non è un blog ma racconta tutto in altri modi. Più che brillante è carico positivamente. E io quello che è carico di positivo lo adoro. Scommettere sul crederci è di una difficoltà da fuori di testa; ma la negatività è così semplice, così banale. La negatività mi ricorda quella pubblicità : "ti piace perdere facile?" e non va un cazzo bene.

 

www.bellatrix74.splinder.com : è una delle pochissime donne, che mi sa far sorridere o addirittura ridere a volte. E secondo me, la parte satirica è solo lo strato che si vede, sicuramente c’è dell’altro. Poi mi ha fatto ritrovare dopo anni e anni "can’t find my way home" dei blind faith.

Mica noccioline.

 

www.rosariofiorello.it : vedi soleluna e cazzate similari. Ma su di me funzionano.

 

www.fragoleecioccolato.splinder.com : o lunafragola che dir si voglia. Il suo è neorealismo, quello che fa dell’Italia e degli Italiani un popolo un po’ più particolare degli altri. O almeno questo è quello che ci ho capito io.

 

www.yukikom.splinder.com : scrive talmente bene che le sue disavventure sembrano veramente reali … e forse lo sono veramente. Nel caso, le sa raccontare con molta modernità.

 

www.orqcie.splinder.com : a tratti impegnativo, ma non sono le solite cose. E le insolite cose, a me piacciono sempre.

 

www.homerjaysimpson.splinder.com : se si parla di brillantezza in senso assoluto, cioè scrittura brillante, … beh, homer jay (e solo chi si ricorda il momento in cui si scopre dietro la siepe per cosa sta la J, mi può capire profondamente) simpson non può che essere premiato alla carriera. Uno che ha inventato l’aforisma : do’h …

 

Ovviamente esonero dalla prosecuzione della catena, chiunque non voglia portarla avanti. Soprattutto soleluna e Fiorello, che immagino abbiano anche altro a cui pensare.

Non credo che sarò in grado di centrare correttamente tutti i link, ma capitemi è domenica mattina.

 

Comunque, il concerto di cui sotto è stato come sempre un po’ carico, un po’ magico, un po’ troppo lungo e un po’ troppo corto. Mi sa che me ne torno all’Arena di Verona, che li si sente meglio.

Postato da: blumosquito a 10:25 | link | commenti (7)

giovedì, 03 luglio 2008
Corsi e ricordi storici

So che questi sono i tempi dei grandi eventi. Che se non fai un concerto a san siro non sei un cantante degno di questo nome e se non vai a vedere un concerto a san siro, non puoi dire di aver visto un concerto degno di questo nome.

 

Io non ho mai visto un concerto a san siro, al massimo in un aeroporto a reggio emilia a (non riuscire a) vedere gli U2 e non è che questi eventi immancabili mi manchino poi molto.

Che il liga me lo ricordo in un palazzetto dello sport con il concerto visto a un metro e mezzo in cui potevi tranquillamente girare e ballare ed urlare senza dover stare al tuo posto, che è la cosa più difficile per me.

 

Per questo che tornerò a vedere jovanotti, esattamente a 11 anni dall’ultima volta che lo vidi.

Per capire se lui è cambiato e quanto.

O meglio, per capire se io sono cambiato e quanto. E che cosa è rimasto in aria di quelle incredibili good vibration che ricordo.

Infine per vedere se c’è qualche faccia nuova che abbia lo stesso sguardo che avevamo noi a quei tempi.

 

I groovers credo che siano così. Si cibano dentro di sensazioni sempre nuove, ma tra una sensazione nuova e il ricordo di una passata, scelgono sempre la seconda, anche se sanno che questa in fondo li deluderà.

 

Mai detto che i groovers sono gente a posto, anzi.

Certo, lo stadio di como non è san siro, ma mi accontento.

Postato da: blumosquito a 22:27 | link | commenti (8)

lunedì, 30 giugno 2008
Chissà se anche in Tibet la gente spera di finire a letto con la moglie del capo

Considerando anche il mal di denti passeggero della scorsa settimana, l’ultima parte di me che pareva sana erano gli occhi (stanchi); inossidabili occhi che sanno vedere dove tutti gli altri occhi guardano e meglio se da più vicino degli altri. In sostanza occhi miopi come tanti altri, mai piegatisi alle lenti a contatto … in definitiva domenica mattina ero al pronto soccorso per curare questa simpatica congiuntivite che sabato ha ridotto l’occhio destro ad una fessura annacquata (o illacrimata se si può dire). Mi son passato la domenica in questo mix tra Ray Charles e Jim Morrison.

Ormai mi lancio la crema gialla antibiotica lanciandola dai 30 centimetri centrando la pupilla a mo di lanciatore di freccette scozzese nel pub dove non c’è ancora una tv e se c’è la tv trasmette inguardabili match di freccette del campionato nazionale scozzese…. Non esiste nulla di veramente difficile, quando il dolore fisico lascia intravedere una menomazione fisica.

 

Neanche scrivere alla tastiera con l’occhio sinistro ed un quinto dell’occhio destro, contando sulla memoria visiva di anni e anni al pc. Stress da scadenza o cagate del genere.

Ma non mi lamento, in fondo sto bene e lo so.

 

E lo sapete come lo so? Sono tornato al lavoro (ormai avevo esaurito tutte le scuse vere psicofisiche da esaurimento ed esami da affrontare) e mi son trovato spaesato come al solito tra le decine di carte pericolosamente aumentate con il passare dei giorni (alcune decisamente strane : ho un plico dell’Ups dal Giappone che non oso aprire….nessuno è stato in Giappone e mi ha mandato una maglietta di Hokinawa, vero?.... immaginavo) e mi si presenta dopo qualche mezz’ora la (gentile, carina e simpatica) moglie del capo … una vice-capa insomma. Rispetto e riverenza classiche.

Affiatamento sul lavoro indubbiamente c’è, la pensiamo spesso allo stesso modo ecc. ecc , il “problema” è che a tratti ho un’attrazione fisica. Insomma, è carina e tenuta bene e ricambia la simpatia, poi ci si mettono tutti quegli indizi (fasulli, ma per i paraonoici questo non conta, anzi rafforza le prove inventate ad hoc) che alzano il livello di provocazione immaginaria.

 

Del tipo :

 

Non dice “sì”…. Sorride e strizza l’occhio.

Parla, mulinando i capelli in modo costante con tutte e due le mani a volte.

Sottolineo con tutte e due le mani….

Alla minima occasione, praticamente si piega di fianco, che bisogna richiamare tutti i pensieri più tibetani che scorrono in te per distrarre la mente da pensieri inconsulti.

 

E per questo finisco sempre più spesso a lanciare invettive contro il governo cinese a favore dell’autonomia di Lhasa, scaraventando mantra colorati in giro per lo studio. Certo, non è semplice da spiegare tutto ciò, capitemi.

 

Per non parlare di quei momenti di misticismo in cui sembro da fuori concentrato a rifinire un contratto, un’operazione fiscalmente inattaccabile o cose del genere. I colleghi mi penseranno concentratissimo in qualche passaggio sofistico-economico.

Nulla di tutto ciò, in genere il passaggio visivo della provocatrice, fa partire dei film in cui le scrivanie sono degli ottimi…. Vabbeh… non posso proseguire che ci sono sicuramente moralisti all’ascolto.

 

Tutto ciò per dire che, malgrado la crema gialla negli occhi, credo proprio di stare meglio.

Sta cominciando l’estate, ma per sicurezza è meglio che preparo qualche curriculum da mandare via che non si sa mai.

Postato da: blumosquito a 22:37 | link | commenti (5)

giovedì, 26 giugno 2008
Fottuti tempi moderni

L’altra sera mi sono concesso ad una serata per mia sorella che, psicologa e animatrice in un gruppo di disabili, aveva una serata qui vicino.

Io, che non ho tempo neanche per le mie necessità, figuriamoci se mi concedo spesso e volentieri per il volontariato altrui.

 

Ma prima era così, ora sto smuovendo, ed allora va bene anche andare a verificare di persona quale sia questa delle mille attività.

La bella sorpresa di trovare un ambiente dove la sofferenza imposta da fuori (dall’alto per la precisione) da luogo solo a movimenti positivi; addirittura un film girato ed interpretato da persone che faticano ad esprimersi per dire un ciao.

Io non mi smuovo interiormente facilmente, ma la semplicità di queste persone e la volontà dei familiari e dei volontari di non piegarsi al destino fisico ha qualche cosa di straordinario. E rende perfettamente l’idea che l’egoismo in fondo è banale, non è giusto o sbagliato o altro. E’ semplicemente banale.

E a me è la banalità che irrita, mica la pochezza degli egoisti.

Quindi cuore un po’ riaperto, stima in risalita per la strana sorella con cui in fondo non ho molto a che fare. Strade diverse, anche se la partenza è quella, se le strade divergono ci si allontana.

 

E vi lascio immaginare prima che ero al supermercato ed ero in coda, quando una signora anziana dietro si agita perché la chiamano al centro clienti. O meglio chiamano il proprietario della sua auto (mercedes elleasrcazzocosa) che ha parcheggiato nel parcheggio riservato ai disabili.

E questa osa anche borbottare e protestare ….. perché i parcheggi intorno erano tutti vuoti.

Ma sta gran vacca, non considera che i parcheggi li mettono vicini all’entrata, anche per evitare spostamenti inutili ai fortunati possessori dei posti riservati?

Ma io dico, con che faccia una riesce anche a dire “… questi rompicoglioni….”.

 

Mah, non riesco a diventare impermeabile alla idiozia umana.

Questo è un brutto difetto, soprattutto di questi tempi.

Postato da: blumosquito a 21:39 | link | commenti (10)

martedì, 24 giugno 2008
Post clinicamente scorretto

Considerato che la cena di pesce è stata due sabati fa e la cena di pesce è la maggiore indiziata del mio assai precario stato di salute, vuol dire che sono 10 giorni che sto di merda.

 

Però io che non mi scoraggio mai e cerco sempre di trovare anche nel peggio quel poco di buono che c’è, posso far tesoro di questa sofferente esperienza ed affermare sicuro che :

 

5 kg persi in poco tempo, non sono male. Nessuna dieta è stata mai così potente nei confronti della mia volontà spesso ballerina quando si parla di obiettivi inutili, tipo dimagrire.

 

Ho scoperto che non c’è differenza tra svenire ed addormentarsi. Il secondo è già seduto, il primo è in piedi, per il resto immagino di aver provato anche il primo, solo che ero già giù.

 

Ho avuto finalmente tempo per riflettere.

Ma non l’ho fatto, preferendo altre amenità.

 

Ricordarsi a scadenza regolari che la salute è l’unico bene che conta, non è malvagio. Fa stare meglio, quando si sta già meglio di proprio.

 

Mmmh, niente altro a dire il vero, però assicuro che le premesse questa volta erano decisamente semi-drammatiche.

 

No, ho scoperto anche che la mia casa anche in questi giorni di canicola presenta un vantaggio notevole nel non essere esposta al sole, rimane fresca anche di notte. Anche se credo che l’aria condizionata, faccia la sua bella parte.

Postato da: blumosquito a 20:00 | link | commenti (8)

domenica, 22 giugno 2008
Post ad uso personale

Considerazioni sparse ed incomplete da rileggere tra qualche settimana/mese, per capire se erano "l'inizio di ..." o "un momento passeggero dettato dall'improvviso cambio di stagione"

Succede questo.

Io settimana scorsa ho finito di vedere per il mio lavoro quello che mi interessava. Sono 10 anni che lavoro nella stessa attività e quello che mi ha sempre mosso non è mai stata la volgar pecunia o la voglia di far carriera, ma solo e semplicemente l’imparare l’arte.  E per imparare quest’arte mi sono sottoposto a sacrifici, che comprendevano tutto il resto della mia esistenza, veramente al limite dell’autolesionismo. Ma sostanzialmente (e abbondantemente) posso finalmente dire di averla imparata sta cazzo di arte. Lasciare prima, mi avrebbe lasciato per sempre quel senso di “sì, ma…” che mi avrebbe pizzicato la testa vita natural durante; in definitiva, insopportabile.

Oddio, intendiamoci, non sono e non sarò mai un perfezionista, visto che considero i perfezionisti persone che hanno tempo da perdere sui particolari secondo me, e finisco per perdersi buona parte di quello che gira loro veramente intorno; quindi conosco i trucchi del mestiere, che sono quelli che servono, non anche gli orpelli che ci girano intorno.

Io conosco (bene) quello che mi serve e mi basta.

 

Ma succede che io appena apprendo un arte, faccio banalmente quello che dice il detto : la metto da parte (o la dimentico).

 

Il mio fisico, nel giorno esatto in cui ho virtualmente terminato, ha già preso altre strade liberandosi di tutte le scorie raccolte nel periodo e la mia mente l’ha seguita a stretto giro di calendario.

Entrambi si sono subito proiettati altrove, oltre.

Questo oltre è una paradossale mia meta costante; la mia bussola indica sempre quel punto e lì devo arrivare, rompendomi ovviamente il capo, per capire il come essendo una specie di mecca removibile.

Ovvio che questo modo di viaggiare disorienta i passeggeri o chi osserva, ma è anche vero che i passeggeri in questo tipo di viaggio sono perlopiù sopportati e poco più.

 

Prima sentivo Alex Zanardi (che è uno che di giri nella vita ne ha fatto più di uno) parlare di obiettivi e sogni e diceva che i primi sono gli unici realistici perché sono quelli che puoi raggiungere; io credo che gli obiettivi dipendono solo da te, i sogni dipendono da te e dal destino; senza una sensibile mano da parte del secondo, rimangono sogni. Differenza non da poco; anche se la vera differenza è tra chi li ha e chi di tutto questo non ha nulla di tutto ciò, e vaga raccogliendo quel che capita, finendo per dargli un senso superiore a quello che ha realmente.

 

Di fatto, mi sto riorganizzando internamente. E’ quello che percepisco oggi.

Lo capisco dalla prospettiva dei piccoli pensieri quotidiani, dalla linea del sorriso beffardo; anche dalla musica che infilo in ogni lettore. Dinamica; di qualunque dinamismo che impedisce la stantia ricerca di comprensione.

 

Per il momento tutto quello che comprendo piacevolmente è questo.

Il resto, lo sto abbozzando in testa, a mio uso e consumo.

Non conosco nulla di più potente in una persona della voglia di spostarsi.

Postato da: blumosquito a 09:39 | link | commenti (2)

martedì, 17 giugno 2008
Rossella Hoara era buddista

Immagino che sia colpa della religione. Nello zen quello che conta di più è il “qui e ora”; e sarebbe questo un formidabile aiuto al raggiungimento della consapevolezza. A noi invece inculcano miti diversi, tipo “paradiso” ed “inferno”, che presuppongono un “dopo e altrove”. E soprattutto un “se” grosso come una casa (da telefilm).

 

Piccola parentesi.

Le case da telefilm sono quelle più odiose. Chissà com’è che in America chiunque ha una casa enorme, e sempre pulita ed in ordine. Mi da i nervi; a casa mia ci potrebbero girare si e uno spot con la camera ben stretta sull’obiettivo per evitare le pile di giornali accumulate e gli oggetti sapientemente sparsi in ogni cm quadrato utile.

Ma lasciamo perdere le polemiche spaziali.

 

Dopo, forse ed altrove.

Mi hanno rovinato con queste, da piccolo. Prospettive ed aspettative finiscono per diventare il baricentro dei miei pensieri, dei miei tempi, delle mie relazioni. Mi rendo conto di poter ragionare di più in questi termini che non nell’oggi. Mi proietto e vivo in funzione di quelle, sopporto, vivo ed agisco in funzione di un domani che è – almeno per il momento – virtuale.

Sono un future applicato su un titolo molto delicato : my life. O meno finanziariamente parlando, sono un cane che corre dietro a un osso appeso davanti a me.

Non è del tutto malvagio probabilmente visto che è un atteggiamento che permette di evitare un immobilismo che è non meno dannoso a guardarsi intorno, ma sicuramente non è del tutto realistico. Il domani non sempre arriva; o lo fa seguendo sue traiettorie, sue logiche,  che non sono sempre le mie.

 

Grazie al cielo (altro detto di dubbia provenienza filologica) il mio stomaco in costante dissesto e la mia testa con i suoi black out intermittenti, sta mandando segnali chiari e forti che non ammettono rimandi di sorta : risolvi tutto oggi perché vada come vada, domani è un altro giorno.

In pratica, l’unica alternativa alla religione è il cinema.

Postato da: blumosquito a 16:33 | link | commenti (7)

sabato, 14 giugno 2008
inside-outside

Non riesco a superare questo scoglio interno.

 

Se faccio un passo nel mondo, rimango fermo dentro; se faccio un passo dentro mi fermo nel mondo. Ad un successo esterno corrisponde lo stare fermi nell’anima e viceversa.

Bisogna tenere d’occhio i due piatti contemporaneamente mentre li si serve in sala.

E scottano entrambi.

 

Per autogiustificarmi mi dico che è solo una questione di tempo, in realtà è solo una questione di scelta.

Ma non mi lamento, il non saper stare fermo comporta di queste tribolazioni ma ha il vantaggio di tenere sempre in allerta l’amalgama di cellule ed emozioni che ci manda avanti.

 

Sabato pensieroso direi.

Postato da: blumosquito a 06:51 | link | commenti (6)

venerdì, 13 giugno 2008
venerdì tredici

Accendo la  radio e dicono che oggi è venerdì 13, giorno quasi sicuramente funesto.Nell'essere quasi completamenti disincatati e nell'aver coltivato internamente la disillusione per anni c'è un sottile vantaggio. Non si è superstiziosi, non è naturale credere agli eventi pseudosoprannaturali, o avere idoli inutili.

Quindi, oggi è venerdì 13 e me la sorrido. Non per altro, ma ho subìto sfighe tremende in giorni completamente anonimi.Non voglio fare preferenze quindi  per questo giorno particolare.

La gente è strana, si libera di Dio e poi crede a superstizioni ben più inverosimili.

Non mangia carne perchè viva, ma non ha problemi con prosciutto e pesce.

Si lamenta e sembra che debba spaccare il mondo, ma poi gli dai una partita e si placa completamente.

Viviamo in un Paese in cui il primo cittadino usa la scusa dell'errore di trascrizione (ddl.dl), per giustificare l'enorme vaccata politica. Anche i bambini alle elementari hanno più dignità nel giustificare un errore.

O sono peggio i medici che per giustificare un omicidio per truffa, dicono "ho solo obbedito ai miei superiori", scusa usata dai nazisti per giustificare eccidi vari in giro per l'europa.

mah, avrò perso per strada la disillusione, ma la perplessità sulla gente, quella mi è rimasta attaccata addosso.

 

Postato da: blumosquito a 06:42 | link | commenti (4)

domenica, 08 giugno 2008
Noi, del Calvisano

Sabato, mentre stavo elaborando la duecentesima dichiarazione dei redditi ho avuto un rigurgito di ribellione tardo-infantile (ma non per questo sacrosanta, considerato che con oggi sono 3 settimane consecutive di lavoro, nessun giorno escluso) in piena giornata impegnata, mi sono alzato ho salutato e detto : “ciao, io vado a vedere la super 10”. Piuttosto surreale per i colleghi che sono andati avanti verso le 250 dichiarazioni senza neanche capire.

 

Immagino che quelle mezze persone che mi circondano tutti i giorni non abbiano una cultura popolare sufficiente a sapere cosa sia la super 10 e – a dire il vero – anche io non è che lo sapessi con troppa precisione.

Solo che avevo letto di sfuggita qualche cosa al mattino al bar, il mio inconscio ha lavorato per me, cercando una scusa sufficientemente valida per fuggire da lì ed ha tirato fuori il primo motivo (poco) plausibile. La finale della super 10 appunto, che per l’occasione si svolgeva a monza, quindi ancora a casa per me.

 

Mentre son partito in direzione Monza, ho organizzato la trasferta : biglietti, compagni di partita e via dicendo. E’ che il rugby, per i groovers, è lo sport ideale. Ideali sportivi d’altri tempi, gente e sapore in via di estinzione, l’inno d’italia cantato da tutto lo stadio. Malinconia allo stato puro in definitiva.

Oddio, ho sentito più bestemmie contro l’arbitro in 2 ore che negli ultimi 2 anni, ma pare che quel disgraziato fosse proprio disonesto (come tutti quelli che non ci fanno vincere, come tutte le regole ingiuste che non abbiamo saputo sfruttare a nostro favore).

Insomma, pare che sia indecente prendersela con un giocatore solo perché ha cercato di sgozzare un avversario due sole volte : bisogna attendere 4 comportamenti per poterlo ammonire.

Anche se forse quello che rischia non attendere vivo è il povero cristo che stramazza al suolo.

 

Insomma, non ci ho capito molto e a dire il vero non ho ancora (oggi) deciso per chi ho tifato. I piccoli paesani di Calvisano, sono più simpatici, ma tra le fila del Treviso, c’erano tante di quelle belle ragazze che diventava più naturale parteggiare per i biancoverdi.

 

Non potete immaginare che orizzonte spettacolare quello di uno stadio qualunque per chi è abituato da un mese a vedere non più lontano di un muro d’ufficio. Non potete immaginare quanto stia odiando in questo momento il mio lavoro e me che l’ho scelto.

Urgono decisioni drastiche.

Postato da: blumosquito a 21:18 | link | commenti (7)

giovedì, 05 giugno 2008
Previsioni del tempo

E te sento quanno scinne 'e
scale
'e corza senza guarda'
e te veco tutt'e juorne
ca ridenno vaje a fatica'
ma mo nun ride cchiù.
E luntano se ne va
tutt'a vita accussì
e t'astipe pe nun muri'.

E aspiette che chiove
l'acqua te 'nfonne e va
tanto l'aria s'adda cagna'

ma po' quanno chiove
l'acqua te 'nfonne e va
tanto l'aria s'adda cagna'.

Se fa scuro e parla 'a luna
e te vieste pe' senti'
pe' te ogne cosa po' parla'
ma te restano 'e parole
e 'o scuorno 'e te 'ncuntra'
ma passanno quaccheduno
votta l'uocchie e se ne va.
E aspiette che chiove
l'acqua te 'nfonne e va
tanto l'aria s'adda cagna'
ma po' quanno chiove
l'acqua te 'nfonne e va

tanto l'aria s'adda cagna'

Postato da: blumosquito a 06:32 | link | commenti (3)

martedì, 03 giugno 2008
una città per campare

Stanno dicendo in radio che c’è una classifica delle città nelle quali sarebbe ideale vivere. E chiedono ai pazienti ascoltatori quali siano le caratteristiche della città dei sogni. E cagate del genere.

 

Premesso che queste classifiche idiote mi sono ormai più invise delle ricerche scientifiche inutili delle università in cerca del quarto d’ora di gloria. Di quelle che a una conclusione logica, aggiungono una frase contenente il nome di un enzima semisconosciuto (“scoperto che fare sesso ripetutamente nel primo mattino, rende più allegra la giornata perché facilita la diffusione della serotonina nello stomaco”, ).

 

Ma è pur sempre una domanda che va maneggiata con cura, visto che a me le città piacciono.

 

Ma non ho risposta sulla città ideale. Vivo a Milano a 10 minuti dai Navigli ed ho fatto in tempo a vederli un paio di volte; quando sono talmente colmi che ti vien voglia di passeggiare direttamente sulle acque. In generale se ci vado a Milano centro, ci passo il tempo per lavoro e/o alla ricerca di un parcheggio. Come czz si fa a farsi piacere un posto del genere?

A Monza, boh, mai vista di giorno senza un ufficio da visitare; di sera è vuota e affrettata. Mi è piaciuta Pavia, ma solo perché l’ho vissuta di giorno, di pomeriggio e soprattutto di notte, quando ero uno studente gaudente. E via dicendo.

 

Cioè, la mia ricerca scientifica idiota del giorno è questa : più uno ha tempo da cazzeggiare in un posto, più quel posto si ritaglierà un posticino nel cuore. Senza il tempo di vivere (vivere a modo) un posto seppure incantevole. Probabilmente tutto ciò a causa dei beta-esaltatori del midollo cervicale… boh…. Nelle condizioni sbagliate, anche Parigi diventa un ammasso di case in mezzo a strade che si incrociano (o poco più) e il paesello abbandonato un regno che si imprime per sempre dentro.

 

E’ che per me, appena pianto la tenda, comincio a pensare alla partenza.

Non so fermarmi, questo è uno dei miei problemi.

Postato da: blumosquito a 20:58 | link | commenti (3)